Ogni bambino cresce con tempi e modalità differenti
Durante l’infanzia e l’adolescenza la bocca cambia continuamente.
Cadono i denti da latte, compaiono quelli permanenti, le arcate si sviluppano, mascella e mandibola crescono e i rapporti tra i denti si modificano.
È quindi normale che in alcune fasi il sorriso possa apparire irregolare.
Possono comparire spazi, denti ruotati, affollamenti o differenze temporanee tra un lato e l’altro.
Non tutto ciò che appare “storto” richiede immediatamente un trattamento.
Per questo una delle domande più importanti dell’ortodonzia della crescita è:
“È il momento di intervenire oppure è meglio osservare?”
La risposta dipende dal tipo di problema, dall’età biologica del bambino e dalla fase di sviluppo.
Valutare presto non significa mettere presto l’apparecchio
È un concetto importante.
Una valutazione ortodontica precoce serve soprattutto a capire come stanno crescendo denti e arcate.
Può portare a tre possibili conclusioni:
non è necessario alcun trattamento;
è utile controllare la situazione nel tempo;
esiste un problema che può beneficiare di un intervento durante la crescita.
Quindi prima si osserva, poi si decide se e quando intervenire.
Un controllo precoce può essere utile proprio perché permette di evitare trattamenti inutili o anticipati.
Perché la crescita rende l’ortodonzia del bambino diversa da quella dell’adulto?
Nell’adulto la crescita scheletrica è sostanzialmente completata.
Nel bambino, invece, mascella e mandibola sono ancora in sviluppo.
Questo significa che alcuni problemi possono essere affrontati sfruttando una fase di crescita favorevole.
Altri, invece, possono essere tranquillamente rimandati.
L’ortodonzia pediatrica non riguarda quindi soltanto l’allineamento dei denti.
Riguarda anche il momento biologico in cui avviene il trattamento.
Quali aspetti vengono osservati?
Durante una valutazione ortodontica possono essere considerati:
posizione dei denti;
presenza di spazi o affollamento;
sequenza di eruzione;
sviluppo delle arcate;
rapporti tra mascella e mandibola;
modo in cui i denti superiori e inferiori chiudono tra loro;
eventuali asimmetrie;
presenza di denti inclusi o che tardano a comparire;
alcune abitudini orali;
salute di denti e gengive.
L’obiettivo è costruire una visione complessiva della crescita.
Che cosa significa ortodonzia intercettiva?
L’ortodonzia intercettiva comprende quei trattamenti effettuati durante la crescita con l’obiettivo di correggere o ridurre un problema prima che diventi più complesso.
Può riguardare, in casi selezionati:
alcune discrepanze tra le arcate;
morsi incrociati;
determinate asimmetrie;
problemi di spazio;
alcune abitudini persistenti;
situazioni in cui la crescita può essere guidata favorevolmente.
Non significa cercare di ottenere subito l’allineamento perfetto di tutti i denti.
L’obiettivo è intervenire solo su ciò che trae davvero vantaggio dal trattamento precoce.
Quando invece è meglio aspettare?
Molte irregolarità presenti durante la dentatura mista possono modificarsi spontaneamente.
Alcuni spazi sono fisiologici.
Alcuni denti possono apparire temporaneamente inclinati durante l’eruzione.
Piccoli affollamenti possono cambiare con la crescita delle arcate e con la permuta.
In questi casi mettere subito un apparecchio può non offrire alcun vantaggio reale.
Aspettare non significa trascurare: significa scegliere il momento più utile.
Che cos’è la dentatura mista?
È il periodo in cui nella bocca sono presenti contemporaneamente denti da latte e denti permanenti.
È una fase particolarmente importante perché offre molte informazioni sullo sviluppo futuro.
Durante questo periodo si può osservare:
quanto spazio è disponibile;
come stanno erompendo gli incisivi;
come si sviluppano i primi molari permanenti;
se alcuni denti permanenti seguono un percorso regolare;
come stanno crescendo le arcate.
Non ogni irregolarità in questa fase deve essere corretta.
Ma alcune meritano attenzione.
Un po’ di affollamento è sempre un problema?
No.
Un lieve affollamento può modificarsi durante la crescita.
Bisogna valutare:
entità;
posizione;
spazio disponibile;
sequenza di eruzione;
forma delle arcate;
crescita residua.
Un affollamento importante può invece indicare che lo spazio disponibile è insufficiente.
Anche in questo caso non significa automaticamente che debba essere iniziato subito un trattamento.
La decisione dipende dall’intero quadro.
Che cosa significa “mancanza di spazio”?
Ogni dente permanente necessita di uno spazio adeguato per erompere e allinearsi.
Se lo spazio è insufficiente, alcuni denti possono:
ruotare;
erompere fuori posizione;
rimanere inclusi;
creare affollamento.
La mancanza di spazio può dipendere dalla dimensione dei denti, dalla dimensione delle arcate, dalla perdita precoce di denti da latte o da altri fattori.
Capirne la causa è importante prima di scegliere il trattamento.
Perché la perdita precoce dei denti da latte può influenzare l’allineamento?
I denti da latte contribuiscono a mantenere lo spazio destinato ai denti permanenti.
Se vengono persi molto presto, quelli vicini possono spostarsi.
Questo può ridurre lo spazio disponibile.
In alcune situazioni può essere utile utilizzare un mantenitore di spazio.
Non è necessario in ogni perdita precoce.
La decisione dipende dal dente coinvolto, dall’età e dalla fase di eruzione.
Cosa sono i mantenitori di spazio?
Sono dispositivi progettati per evitare che i denti vicini si spostino eccessivamente nello spazio lasciato da un dente da latte perso prematuramente.
Possono essere di tipi differenti.
Il loro utilizzo viene valutato quando esiste un rischio concreto di perdita di spazio.
Non servono quindi automaticamente dopo ogni estrazione di un dente deciduo.
Che cos’è un morso incrociato?
Normalmente i denti superiori si trovano leggermente più esterni rispetto agli inferiori.
Nel morso incrociato questo rapporto si inverte in una parte della bocca.
Può coinvolgere uno o più denti anteriori o posteriori.
In alcuni casi il bambino può anche spostare lateralmente la mandibola quando chiude i denti.
Alcuni morsi incrociati meritano una valutazione precoce perché possono influenzare il modo in cui le arcate si sviluppano.
Perché un morso incrociato può essere trattato durante la crescita?
Se il problema dipende da una discrepanza della larghezza delle arcate o da una deviazione funzionale, intervenire mentre il bambino cresce può essere vantaggioso.
L’obiettivo non è semplicemente “mettere dritto un dente”.
Può essere quello di creare un rapporto più favorevole tra le arcate e permettere una crescita più equilibrata.
La necessità del trattamento dipende comunque dal tipo di morso incrociato.
Che cos’è un morso aperto?
Si parla di morso aperto quando, chiudendo i denti posteriori, alcuni denti anteriori non entrano correttamente in contatto.
Può essere associato a:
abitudini di suzione;
posizione della lingua;
caratteristiche scheletriche;
altri fattori.
In alcuni bambini può migliorare spontaneamente quando vengono eliminate determinate abitudini.
In altri casi può essere necessario un trattamento ortodontico.
Prima di intervenire è importante comprenderne la causa.
Il succhiotto e il dito possono modificare i denti?
Se l’abitudine persiste per molto tempo, può influenzare la posizione dei denti e, in alcuni bambini, la forma delle arcate.
L’effetto dipende da:
durata;
frequenza;
intensità;
fase di crescita.
Questo non significa che ogni bambino che usa il succhiotto svilupperà una malocclusione.
Il problema è soprattutto la persistenza nel tempo.
Come aiutare il bambino a interrompere un’abitudine?
La strategia dovrebbe essere graduale e proporzionata all’età.
Punizioni e pressioni eccessive possono rendere il problema più difficile.
Può essere utile:
coinvolgere il bambino;
spiegare con parole semplici il motivo;
stabilire obiettivi progressivi;
valorizzare i risultati.
Quando l’abitudine persiste e influenza la crescita, il professionista può aiutare la famiglia a individuare un percorso adeguato.
Che ruolo ha la lingua?
La lingua partecipa continuamente a deglutizione, fonazione e postura orale.
In alcuni bambini possono essere presenti modalità funzionali particolari che si associano a determinate malocclusioni.
È importante però evitare semplificazioni.
La posizione della lingua non è automaticamente la causa di ogni disallineamento.
Quando esistono reali alterazioni funzionali può essere utile una valutazione più ampia e, se indicato, il coinvolgimento di altre figure professionali.
E la respirazione orale?
Un bambino può respirare con la bocca aperta per diversi motivi.
Quando l’abitudine è persistente, può essere utile approfondirne la causa.
Il dentista o l’ortodontista può osservare alcuni segni, ma la valutazione può richiedere anche altri specialisti.
Non è corretto attribuire automaticamente ogni problema ortodontico alla respirazione orale, ma neppure ignorarla quando è persistente.
Come crescono mascella e mandibola?
Le due ossa non crescono necessariamente con la stessa velocità né nello stesso periodo.
Alcuni bambini possono presentare una mandibola relativamente arretrata.
Altri una mandibola più prominente.
In altre situazioni la mascella superiore può avere uno sviluppo differente.
Per questo il momento della crescita può essere importante nella pianificazione di alcuni trattamenti.
Cosa significa “mandibola indietro”?
È un’espressione comune con cui si descrive un rapporto in cui la mandibola appare relativamente arretrata rispetto alla mascella superiore.
Può manifestarsi con una maggiore distanza tra incisivi superiori e inferiori.
In alcuni bambini, in determinate fasi di crescita, possono essere valutati apparecchi funzionali.
La possibilità di ottenere un beneficio dipende dal tipo di problema, dall’età e dal momento biologico.
Non tutte le situazioni richiedono lo stesso approccio.
E una mandibola molto avanti?
Anche in questo caso è importante distinguere la componente dentale da quella scheletrica.
Alcune forme possono beneficiare di una valutazione precoce.
Altre possono avere una componente di crescita importante che deve essere seguita nel tempo.
Il professionista deve spiegare ai genitori quali aspetti sono modificabili durante la crescita e quali possono dipendere maggiormente dalle caratteristiche individuali.
L’ortodonzia può guidare alcuni aspetti, ma non controlla completamente la genetica della crescita.
È possibile modificare la crescita?
In alcuni casi e in alcune fasi, gli apparecchi possono influenzare favorevolmente il rapporto tra denti e strutture in crescita.
Ma il termine “guidare la crescita” non deve creare l’idea che sia possibile modellare il volto liberamente.
Esistono limiti biologici e individuali.
La risposta può variare molto.
Per questo è importante utilizzare indicazioni prudenti e realistiche.
Come si capisce se il bambino sta ancora crescendo?
L’età anagrafica fornisce un’indicazione, ma non è sufficiente.
Bambini della stessa età possono trovarsi in fasi biologiche diverse.
Il professionista può valutare:
sviluppo dentale;
cambiamenti corporei;
storia della crescita;
altri segni clinici.
In alcuni casi possono essere utilizzati esami specifici quando realmente necessari.
Perché il momento del trattamento può essere più importante dell’età?
Perché alcuni trattamenti funzionano meglio quando vengono eseguiti in una determinata fase di crescita.
Iniziare troppo presto può significare prolungare inutilmente la terapia.
Iniziare troppo tardi può far perdere alcune opportunità biologiche.
Non esiste l’età perfetta per l’apparecchio: esiste il momento più favorevole per quel problema specifico.
L’ortodonzia precoce evita sempre un secondo apparecchio?
No.
Alcuni trattamenti intercettivi hanno un obiettivo preciso e limitato.
Successivamente, quando saranno presenti tutti o quasi tutti i denti permanenti, può essere necessario un secondo trattamento per completare l’allineamento.
Questo non significa che il primo trattamento fosse inutile.
La domanda corretta è se abbia prodotto un beneficio che sarebbe stato più difficile ottenere successivamente.
Quando un trattamento in due fasi ha senso?
Ha senso quando la prima fase affronta un problema che beneficia realmente dell’intervento durante la crescita.
Può servire, per esempio, a correggere alcuni rapporti tra arcate o a gestire problemi specifici.
La seconda fase può essere dedicata all’allineamento finale.
Non dovrebbe invece essere scelta automaticamente per ogni bambino.
Due fasi sono utili quando ciascuna ha un obiettivo preciso, non semplicemente perché si può iniziare prima.
E quando è meglio fare un solo trattamento più avanti?
Se non esiste un vantaggio reale nell’intervenire precocemente, può essere più semplice aspettare una fase più avanzata della permuta.
Questo può ridurre:
durata complessiva;
numero di apparecchi;
impegno del bambino;
necessità di controlli.
Ancora una volta, osservare nel tempo può essere parte del trattamento.
Tutti gli affollamenti richiedono estrazioni?
No.
L’affollamento può essere gestito in modi differenti.
La strategia dipende da:
quantità di spazio mancante;
forma delle arcate;
posizione dei denti;
profilo;
supporto osseo;
crescita residua.
In alcuni casi è possibile creare spazio.
In altri può essere indicata l’estrazione di alcuni denti.
Non esiste una regola unica.
Estrarre o non estrarre deve essere una decisione basata sul progetto complessivo, non su una filosofia rigida.
I denti da latte vanno tolti per fare spazio?
Non automaticamente.
A volte un dente da latte può impedire o ritardare la corretta eruzione del permanente.
In altri casi deve semplicemente essere lasciato cadere spontaneamente.
L’estrazione viene valutata quando esiste una ragione precisa.
Togliere denti da latte “per fare spazio” senza una corretta diagnosi può non essere utile.
Che cosa succede se un dente permanente non compare?
Un ritardo di eruzione può dipendere da molte cause.
Il dente può essere semplicemente in ritardo, può non avere sufficiente spazio oppure può trovarsi in una posizione anomala.
In alcuni casi può essere incluso nell’osso.
La valutazione clinica e, quando indicato, radiografica permette di capire la situazione.
Il trattamento dipende dalla causa.
Che cos’è un dente incluso?
È un dente che non riesce a erompere normalmente e rimane parzialmente o completamente all’interno dell’osso o dei tessuti.
Alcuni denti, come i canini superiori, meritano particolare attenzione durante la crescita.
Se vengono individuate precocemente condizioni sfavorevoli, può essere possibile modificare il percorso terapeutico.
In altri casi può essere necessario un trattamento ortodontico-chirurgico.
Perché i canini superiori sono importanti da controllare?
I canini permanenti hanno un percorso di eruzione relativamente lungo.
In alcuni bambini possono deviare dalla traiettoria corretta e rimanere inclusi.
Durante i controlli della crescita è possibile valutare se stanno procedendo regolarmente.
Quando esiste un dubbio, può essere indicato un approfondimento.
L’obiettivo è riconoscere precocemente una situazione che potrebbe diventare più complessa se scoperta molto più tardi.
La radiografia è sempre necessaria?
No.
Gli esami radiografici vengono richiesti quando servono a rispondere a una domanda clinica.
Possono essere utili, per esempio, per valutare:
denti permanenti ancora non erotti;
agenesie;
inclusioni;
posizione delle radici;
sviluppo dentale.
Non devono essere eseguiti automaticamente a ogni visita.
Che cos’è un’agenesia dentale?
Si parla di agenesia quando un dente permanente non si è sviluppato.
Alcuni bambini possono scoprire durante la crescita che uno o più denti definitivi sono assenti.
In questi casi è necessario decidere se:
mantenere il dente da latte più a lungo possibile;
chiudere ortodonticamente lo spazio;
conservare lo spazio per una futura sostituzione.
La decisione deve essere presa considerando l’intero sviluppo.
Se manca un dente permanente, bisogna mettere subito un impianto?
No.
Nei bambini e negli adolescenti ancora in crescita l’impianto richiede molta cautela perché, una volta osteointegrato, non segue la crescita dei denti e delle ossa nello stesso modo.
Per questo viene generalmente valutato solo quando lo sviluppo è sufficientemente completato.
Nel frattempo possono essere considerate altre soluzioni.
Anche qui la pianificazione a lungo termine è più importante della soluzione immediata.
Gli apparecchi mobili funzionano?
Possono essere molto utili quando hanno una corretta indicazione e vengono portati come prescritto.
Il termine “apparecchio mobile” comprende dispositivi diversi con obiettivi differenti.
Alcuni possono essere utilizzati per specifiche correzioni durante la crescita.
La collaborazione del bambino è fondamentale.
Un apparecchio rimovibile utilizzato poche ore rispetto a quanto necessario può non produrre il risultato previsto.
E gli apparecchi fissi nei bambini?
Possono essere utilizzati quando è necessario controllare con precisione la posizione di alcuni denti.
In alcune fasi vengono applicati soltanto su una parte dell’arcata.
In altre, soprattutto quando la dentatura permanente è più completa, possono coinvolgere entrambe le arcate.
La scelta dipende dal problema e dall’età dentale, non semplicemente dall’età anagrafica.
Gli allineatori trasparenti possono essere usati nei ragazzi?
In molti casi sì.
Possono essere indicati anche durante l’adolescenza e, in situazioni selezionate, durante alcune fasi di crescita.
Richiedono però collaborazione elevata.
Devono essere indossati con regolarità e gestiti correttamente.
Non rappresentano automaticamente la scelta migliore per ogni giovane paziente.
Qual è l’apparecchio migliore?
Non esiste.
Ogni dispositivo è uno strumento.
Il suo valore dipende dalla capacità di raggiungere l’obiettivo clinico.
Apparecchio fisso, mobile, funzionale o allineatore possono essere tutti appropriati in situazioni differenti.
La diagnosi viene prima dell’apparecchio.
L’apparecchio fa male?
Durante i primi giorni dopo l’applicazione o dopo alcune modifiche può comparire sensibilità o indolenzimento.
Generalmente è temporaneo.
Con gli apparecchi fissi possono comparire piccole irritazioni delle mucose.
Con i dispositivi mobili può essere necessario un breve periodo di adattamento.
È utile spiegare al bambino in anticipo che alcune sensazioni sono normali, senza creare aspettative di dolore.
L’igiene diventa più difficile?
Con alcuni apparecchi sì.
Gli attacchi fissi possono trattenere più facilmente la placca.
Per questo diventa ancora più importante:
spazzolare accuratamente;
utilizzare strumenti dedicati;
controllare la dieta;
eseguire sedute professionali quando indicate.
Un trattamento ortodontico non dovrebbe migliorare la posizione dei denti a costo della loro salute.
Cosa succede se l’igiene non è sufficiente?
Possono comparire:
gengive infiammate;
sanguinamento;
accumuli;
macchie bianche sullo smalto;
carie.
In alcuni casi può essere necessario intensificare la prevenzione.
Se la situazione diventa importante, il piano ortodontico può dover essere rivalutato.
La salute dei denti viene prima della velocità del trattamento.
Sport e apparecchio
I bambini e gli adolescenti che praticano sport, soprattutto attività con rischio di trauma, possono necessitare di protezioni specifiche.
Il tipo di paradenti dipende anche dalla presenza dell’apparecchio.
È utile parlarne con il professionista per individuare una soluzione compatibile con la fase ortodontica.
La crescita del viso continua anche dopo il trattamento?
Sì.
La crescita e i cambiamenti del volto proseguono nel tempo.
Anche i denti possono modificare leggermente la loro posizione durante la vita.
Per questo nessun trattamento ortodontico rende il sorriso immutabile per sempre.
Perché serve la contenzione?
Dopo l’allineamento i denti tendono a modificare la propria posizione.
La contenzione aiuta a mantenere il risultato.
Può essere:
fissa;
rimovibile;
combinata.
Anche nel giovane paziente deve essere controllata nel tempo.
L’ortodonzia non termina quando viene tolto l’apparecchio: inizia la fase di mantenimento.
Quanto dura la contenzione?
La tendenza allo spostamento dentale può continuare a lungo.
Per questo la contenzione può essere necessaria per periodi molto estesi.
Le modalità di utilizzo possono cambiare.
L’importante è che il paziente e la famiglia comprendano fin dall’inizio che la stabilità richiede mantenimento.
Il risultato ortodontico deve essere perfetto?
L’obiettivo è ottenere un risultato sano, funzionale, stabile ed esteticamente armonioso.
Non sempre è necessario inseguire una simmetria assoluta o correggere ogni minimo dettaglio.
Il trattamento deve essere proporzionato ai benefici.
Un buon risultato non è necessariamente il sorriso più geometrico possibile, ma quello che funziona bene e rispetta la persona.
Quanto conta la collaborazione della famiglia?
Molto, soprattutto nei bambini più piccoli.
I genitori possono aiutare a:
rispettare gli appuntamenti;
ricordare l’utilizzo degli apparecchi mobili;
mantenere una buona igiene;
supportare il bambino senza trasformare la terapia in un conflitto.
Con il passare degli anni la responsabilità deve gradualmente passare al ragazzo.
Come parlare dell’apparecchio con il bambino?
È utile spiegare il motivo del trattamento in modo semplice.
Il bambino dovrebbe capire che l’apparecchio non è una punizione né uno strumento per raggiungere la “perfezione”.
Serve a migliorare una situazione specifica.
Coinvolgerlo nella comprensione del percorso può aumentare collaborazione e serenità.
Perché controllare senza trattare può essere una scelta attiva?
Una visita di controllo può concludersi con la decisione di non iniziare nulla.
Questo non significa che la visita sia stata inutile.
Al contrario, può aver confermato che la crescita sta procedendo in modo favorevole.
I controlli successivi permetteranno di verificare se la situazione cambia.
Osservare nel momento giusto può evitare trattamenti inutilmente lunghi.
E se il trattamento viene iniziato troppo presto?
In alcuni casi può significare prolungare molto la durata complessiva senza ottenere benefici aggiuntivi.
Un bambino può indossare apparecchi per anni e aver bisogno comunque di un secondo trattamento quando saranno presenti tutti i denti permanenti.
Per questo ogni fase precoce deve avere una motivazione precisa.
E se invece si aspetta troppo?
Per alcuni problemi si può perdere un momento favorevole della crescita.
Alcune correzioni possono diventare più complesse quando lo sviluppo è terminato.
È proprio per evitare entrambi gli estremi — troppo presto o troppo tardi — che i controlli periodici sono utili.
La nostra idea di ortodonzia della crescita
Per Be Smily seguire un bambino dal punto di vista ortodontico non significa cercare il momento più precoce possibile per mettere un apparecchio.
Significa osservare come cresce.
Controllare la permuta.
Valutare spazi, arcate e rapporti tra i denti.
Riconoscere i problemi che possono realmente beneficiare della crescita.
E aspettare quando aspettare è la scelta migliore.
Vogliamo intervenire quando il momento biologico rende il trattamento utile, evitando di trasformare ogni irregolarità della crescita in una terapia.
Per questo la prima domanda non è:
“A che età bisogna mettere l’apparecchio?”
ma:
“Questo bambino ha un problema che merita di essere trattato ora, oppure è più corretto accompagnarne e controllarne la crescita?”
È da questa distinzione che nasce un’ortodonzia realmente personalizzata.